Inverno in Finlandia – mini documentario (..Eh si, fa proprio caldo a Milano)
17 July, 2007 at 12:41 am | In Jenni, culture, documentario, finlandia, freddo, ghiaccio, italia suomi, kahvi, kite skiing, pattinaggio, pulla, relationship, ryanair, sauna, suomi, vacanze, viaggiare | 10 Comments“Finlandia, non avete ancora visto niente”
Cosí recita uno spot pubblicitario per il turismo tra gli affollati cunicoli della metropolitana di Milano. L’esperienza di un italiano in Finlandia é sempre quella di piombare completamente in un altro mondo. Cosí di punto in bianco. Bianco come la neve.
Anche se vengo dalla Sardegna, posso dire che la neve non é quasi mai stato un elemento a me cosí estraneo, sono stato varie volte a sciare sulle Alpi, eppure quel giorno di Novembre in cui scesi dall’aereo all’aeroporto di Pirkkala (Tampere) rimasi a bocca spalancata per un bel po’. Nella mia testa un senso di avvincente stupore.

Aeroporto di Tampere (Pirkkala)
“E’ diverso, qui la neve é dovunque, e copre tutto. La mia vista sembra diventare monocromatica , percepisce solo il bianco e nei suoi chiaroscuri scorge a malapena la forma delle cose.”
Quello che salta all’occhio non é il particolare, é il totale. In montagna l’occhio cade su vette innevate e i forti contrasti con il verde delle valli in lontananza. Accade invece che qui, dovunque lo sguardo si perda, tutto é pianura e il bianco denso e brillante della neve tocca sempre l’orizzonte.
La mia esperienza invernale in Finlandia prosegue. Il lago a Jyväskylä e il mare a Helsinki diventa un enorme parco dei divertimenti gratuito. C’é chi pattina (anchio!), c’é chi scia, c’é chi pesca in profondi buchi nel ghiaccio..

A Helsinki ho visto addirittura praticare il Kite-skiing sul mar Baltico ghiacciato (consiste nel sciare essendo trainati da un aquilone). Davvero spettacolare.

Io che pattino sul ghiaccio a Jyväskylä (Foto: Jenni)
Sui marciapiedi, d’inverno camminavo sempre a 5 cm da terra.
Per la felicitá di affacciarmi a un mondo nuovo e cosí diverso?
Giá, forse. Ma credo che abbia dato il suo contributo anche il fatto che tra piedi e pavimento ci fosse una spessa lastra di ghiaccio e neve, condita coi soliti sassolini anti sdruciolo. Ogni due per tre rischiavo di scivolare malamente, alla faccia dei soliti vecchietti locali che andavano via davvero spediti in ogni condizione climatica, pareva avessero montato le catene.

Che effetto fa uscire di casa e trovare il freddo polare tipo -18C ? È una domanda che mi hanno fatto in molti. Innanzi tutto tengo a specificare che sicuramente é molto meglio di trovare -5C a Milano, avró avuto vestiti diversi (mica poi tanto), ma mi veniva da piangere.
Nell’ inverno finlandese ti accorgi prima di tutto che, a una certa temperatura , respirare puó diventare davvero difficile. Sembra che i polmoni abbiano bisogno del loro tempo per adattarsi. dopo i primi due o tre giorni a ritrovarsi alla sera con uno strano fiato corto, il fenomeno si assesta.
Altra cosa che noto é che l’autonomia di permanenza all’esterno prima che le estremitá comincino a diventare irriscaldabili (non c’é guanto in pile o tasca che tenga) é piuttosto limitata.
A -15C ho misurato un tempo di circa 20 minuti, con guanti di pile, calzamaglia di lana sotto i pantaloni, maglia e golf di lana e giacca pesante con cappuccio e sciarpa sempre su.
A rimedio di questo fenomeno dell’autonomia ridotta, la popolazione autoctona ha escogitato una serie di rimedi tradizionali. D’accordo, il primo tra tutti la sauna, ma non da meno la consolidata usanza di imbucarsi in uno dei numerosi bar per riscaldarsi con un sempre gradito “kahvi & pulla” (caffé caldo e pasticcino).
![]() |
![]() |
Pulla & Kahvi! (foto: Simone e Jenni)
Io apprezzo molto questa fase della giornata, a metá pomeriggio o a metá mattina. Anche se devo dire che, da buon italiano memore dell’altrettanto tradizionale accoppiata”brioche & cappuccino“, lascio spesso allibiti i finnici circostanti esibendomi nel “tuffo carpiato” della pulla nel kahvi (con relativo morso in stile “ghepardo su collo di antilope“).
Ricordo che una volta, dopo l’ennesimo “tuffo”, Jenni con quella faccia un pó da apprensiva mi fa:
“Mi spieghi perché fai cosí? Rovini sia la il caffé che il dolce!”
e sorridendole le spiego che fa parte dell’approccio italiano a qualunque cosa dolce accompagnata da qualcosa in una tazza (rifletteteci, é vero!) e che non é necessario preoccuparsi piú di tanto.
In generale, il rapporto dei finlandesi col freddo é qualcosa di molto naturale, e ne vanno quasi orgogliosi. Hanno capito che il corpo umano reagisce alle temperature estreme come una sorta di serbatoio di calore.
Il freddo gelido incamerato in una giornata invernale si tramuta in puro relax di fine giornata in una sauna bollente. Potrete dimostrarlo a voi stessi se aveste l’occasione di fare un bel tuffo sulla neve o nell’acqua di un lago, appena usciti dalla sauna. Sembra incredibile, ma non c’é nessun disagio nell’affrontare una tale botta di freddo SE prima si é avuta l’accortezza di “riempire il serbatoio termico” (il nostro corpo) con il dovuto ammontare di calore (es. sauna @ 90C).

Alcune donne anziane si concedono un bagno nell’acqua gelata a -15C dopo una calda sauna.
- Foto: Risto Meriluoto (il papá di Jenni :D) -
L’esperienza di un italiano in Finlandia – sia essa vacanza, erasmus, lavoro – non puo che essere estremamente appagante, la natura trova espressione in tutta la sua potenza, enorme e primordiale, capace di farti sentire profondamente figlio e ospite nello stesso istante. L’alternarsi marcato delle stagioni, come fossero ere geologiche (escursione termica annuale di circa 75C!) é un continuo divenire, senza tempo. E ogni volta ti lascia senza fiato.
Vi é una tangibile affinitá culturale, quasi complementarietá. Al di lá di Jenni, ho oramai una nutrita schiera di amicizie in Finlandia. Sono una persona affettuosa e mi piace scherzare, questo é stato il mio passaporto culturale, la chiave che mi ha aperto le porte della loro riservata ma sempre calda ospitalitá e gentilezza.
La Finlandia vista con gli occhi un italiano.
10 July, 2007 at 12:12 am | In alvar aalto, architettura, design, finlandia, italia, natalitá, opinioni, politica, suomi, universitá, vacanze, viaggiare | Leave a CommentLa Finlandia é un Paese che cresce secondo una linea retta di inclinazione precisa e costante, in tutti i campi. Il reinvestimento della ricchezza pubblica é cosí completamente sbilanciato verso l’istruzione e la completa assistenza ai giovani, che talvolta un impiego cosí brutale di risorse sembra eccessivo. Basta metter piede in uno dei loro atenei universitari per rendersene conto:
Infrastrutture architettoniche grandi e numerose, spesso dal monumentale valore artistico nel panorama del design mondiale. Ad esempio alcuni edifici in cui risiede l’ universitá di Jyväskylä portano la firma del grande Alvar Aalto e di certo non sono gli unici ad essere cosí spettacolari.

Campus dell’universitá di Jyväskylä, il ponte che collega le due aree divise dal lago Jyväsjärvi.
All’interno di ogni struttura universitaria, i computer sono dovunque, tantissimi e tutti di ultima generazione. In ognuno di essi, una volta effettuata l’autenticazione, l’accesso a internet é completamente aperto senza nessuna restrizione su banda, protocolli, porte, nessun proxy che filtra gli indirizzi, etc.
Come a casa tua, ma molto piú veloce.
Istruzione a parte. Lo stato finlandese garantisce grandiose agevolazioni anche alle giovani famiglie. Ad esempio le coppie che decidono di fare un figlio possono contare su una sovvenzione statale costante (e piuttosto sostanziosa) dalla nascita del pargolo fino ai suoi 18 anni. Tale sovvenzione é cumulabile all’aumentare del numero dei figli: tre figli = 3 x sovvenzione.
Piccolo inciso. Vi ricordate il Berlusca e i suoi 1000 euro una tantum per la nascita di un bimbo? … vabe.
Probabilmente in seno a questa politica assistenzialistica, sembra che i Finlandesi non crescano solo economicamente, ma anche e soprattutto demograficamente. É impessionante quanti ragazzi della mia etá vanno in giro allegramente accompagnati da moglie e figlio. Oppure con la moglie incinta e il figlio per mano.
Ricordo di aver visto in aeroporto una coppia di ragazzi finlandesi – a malapena trentenni – con quattro figli, tutti giá in grado di scorrazzare liberamente per il gate.
Tornando a noi, forse che – alla luce di quanto accade dai nostri fratellini europei al di lá del baltico – si potrebbero trarre non dico conclusioni, ma forse qualche ipotesi sulle cause della recessione delle nascite che ormai da tanti anni mettono in ginocchio l’ INPS?
Forse é ora di finirla coi servizi (tappabuchi) dei telegiornali sui giovani “mammoni” o che si sposano tardissimo perché “hanno troppa paura” di affrontare le difficoltá della vita. Che ne dite?
I ragazzi “DI OGGI” son seri e responsabili, perché sanno che é sbagliato prendersi responsabilitá alle quali non sei sicuro di poter tener testa. Nell’incertezza del lavoro precario, in Italia la famiglia non la fai a meno di 30 anni perché non hai come sostentarla prima di allora. Non parlo di stipendo, ma di stabilitá.
Inquadratura finale del servizio, l’ immancabile “esperto” in camice bianco che intervistato dice “Far figli oltre i 30-35 anni é biologicamente sconsigliato”.
Allora, esperto, adesso “biologicamente” dicci che CAZZO dobbiamo fare!
Blog at WordPress.com. | Theme: Pool by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds.

