Apple VS Microsoft, web site usability test.. Indovina chi vince?

14 June, 2009 at 1:59 am | In design, marketing, opinioni, windows | Leave a Comment
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Microsoft è una piovra con un milione di tentacoli che penetrano il mercato ad ogni livello, uno studioso di marketing parlerebbe di “partitioning”.

Designer: “Questa è un’ azienda molto grande e diversificata, è proprio per questo che necessita di un sito chiaro, coerente, unificante, dalla forte personalità, che privilegi i contenuti e li metta finalmente in ordine. E’ cosi’ che poi l’utente e potenziale cliente – qualunque livello di esigenza abbia – possa avere una visione dei nostri servizi chiara e  una percezione solida del marchio.”

Markettaro: “No no, questo non funzionerà! Voglio far vedere le nuvolette alle famiglie che comprano Windows XP, cosi’ si dimenticano che in internet ci sono i pedofili, poi facciamo un sito rossiccio per gli sviluppatori, così quando passano dai porno al sito nostro non si sforzano gli occhi.
Ah e per quel nuovo servizio duepuntozzero: altro sito, altro dominio e un menu’ di colore…mmm.. Come si chiama la sventola del piano di sopra? Anna? Si, un colore con la A .. Fallo arancione và.”

Di Apple non parlo, del loro sito parla abbastanza l’articolo che linko. Loro sanno benissimo come deliziare la gente con le loro prigioni dorate.

http://www.webdesignerdepot.com/2009/05/apple-vs-microsoft-a-website-usability-study/

I prefer to hack, thanks.

22 September, 2008 at 3:23 pm | In informazione, linux, opinioni | 2 Comments

I prefer to hack

Questo post é una risposta all’iniziativa di Felipe, autore del celebre blog Pollycoke. Il messaggio vuole essere che in campo di sistemi operativi l’alternativa c’é, c’é sempre stata, ed é talmente semplice che sfugge agli occhi di chi ha difficoltá a ragionare con la propria testa.

La mia versione del manifesto vuole sottolineare l’importanza di pensare in maniera indipendente.

Io sto dalla parte di quei bambini che:

“Chi l’ha detto che il buco circolare va usato soltanto per far passare il cilindro?”.

“Chi l’ha detto che quando compri le lego devi costruire cio’ che é raffigurato sulla scatola?”

Io inneggio per abolizione dei libretti di istruzioni:

  • Se un oggetto non si spiega da se’ alla persona per cui é stato pensato (affordance), non ha ragione di esistere.
  • Se un oggetto capita tra le mani di qualcun altro, questo é libero di usarlo come vuole. Senza essere condizionato sul come e per cosa e con che cosa usarlo.

Ora, tornando al discorso dei sistemi operativi, perché dovrei investire dei soldi nel comprare un prodotto da persone che per ogni milione di dollari che investono nello sviluppo software, ne investono un altro nel limitare, controllare, vincolarne l’esperienza d’uso?

Io mi sentirei preso in giro, soprattutto da me stesso nell’atto dell’acquisto, che di per se simboleggia la scelta responsabile e volontaria.

Questo era un vero hacker, altro che ++The Mentor++ [falsi idoli]

19 January, 2008 at 1:12 pm | In culture, hacker, ideevolanti, informatica, ingegneria, linux, opinioni | Leave a Comment

“To invent, you need a good imagination and a pile of junk.”¹

Thomas Edison 
 
¹ Questa  frase andrebbe sostituita in pieno a tutto questa catasta di boiate mitologiche autocelebrative (Hacker manifesto) di uno che si fa chiamare “il mentore”, testo elevato a manifesto dell’hacker.
 
 

V-day a Milano, resoconto.

11 September, 2007 at 4:26 pm | In beppe grillo, informazione, italia, manifestazione, milano, opinioni, piazza, politica, v-day | 1 Comment

vaffanculo

 

L’otto settembre son stato in largo Cairoli come annunciato. Sono arrivato verso le ore tre e mezza, ho trovato una coda di ORE sotto il sole e numero di banchetti era 2..
I fogli per firmare sono finiti intorno alle sei di pomeriggio e la manifestazione é stata chiusa alle sette invece che alle venti. Il collegamento con lo spettacolo di Beppe Grillo a Bologna non c’é stato. Sembra che degli artisti che dovevano arrivare non si siano neanche presentati.

 

La fila l’ho fatta, la firma l’ho messa (dopo ore) e il mio dovere l’ho fatto. Son stato anche intervistato da un ragazzo che sta montando un documentario sul rapporto dei giovani con la politica italiana, dice che si fará sentire, vediamo! :)

 

Peccato solo per la scarsitá di mezzi e risorse del gruppo “Grilli altoparlanti” milanese. Potevate segnalare il bisogno di aiuto, era pieno di gente pronta a contribuire!
Stimo che il numero di firme raggiunte sia un 60% di quanto poteva essere in diverse condizioni organizzative. La campagna in ogni caso durerá altri sei mesi e si potrá firmare all’entrata degli spettacoli di Beppe Grillo in giro per l’Italia.
Ma insomma, cio che conta é che le 50000 firme siano state raggiunte abbondantemente: la proposta di legge popolare arriverá sonoramente in parlamento.

 

Il macigno verrá gettato nell’acqua ferma dello stagno.
Chissá che qualche vecchio rospo anneghi.

 

 

Per la foto del banchetto firme ringrazioBeppe&Lucy e flickr.com
Per la foto dell’autobus google images.

La Finlandia vista con gli occhi un italiano.

10 July, 2007 at 12:12 am | In alvar aalto, architettura, design, finlandia, italia, natalitá, opinioni, politica, suomi, universitá, vacanze, viaggiare | Leave a Comment

La Finlandia é un Paese che cresce secondo una linea retta di inclinazione precisa e costante, in tutti i campi. Il reinvestimento della ricchezza pubblica é cosí completamente sbilanciato verso l’istruzione e la completa assistenza ai giovani, che talvolta un impiego cosí brutale di risorse sembra eccessivo. Basta metter piede in uno dei loro atenei universitari per rendersene conto:
Infrastrutture architettoniche grandi e numerose, spesso dal monumentale valore artistico nel panorama del design mondiale. Ad esempio alcuni edifici in cui risiede l’ universitá di Jyväskylä portano la firma del grande Alvar Aalto e di certo non sono gli unici ad essere cosí spettacolari.

Campus dell’universitá di Jyväskylä, il ponte che collega le due aree divise dal lago Jyväsjärvi.



All’interno di ogni struttura universitaria, i computer sono dovunque, tantissimi e tutti di ultima generazione. In ognuno di essi, una volta effettuata l’autenticazione, l’accesso a internet é completamente aperto senza nessuna restrizione su banda, protocolli, porte, nessun proxy che filtra gli indirizzi, etc.
Come a casa tua, ma molto piú veloce.

Istruzione a parte. Lo stato finlandese garantisce grandiose agevolazioni anche alle giovani famiglie. Ad esempio le coppie che decidono di fare un figlio possono contare su una sovvenzione statale costante (e piuttosto sostanziosa) dalla nascita del pargolo fino ai suoi 18 anni. Tale sovvenzione é cumulabile all’aumentare del numero dei figli: tre figli = 3 x sovvenzione.

Piccolo inciso. Vi ricordate il Berlusca e i suoi 1000 euro una tantum per la nascita di un bimbo? … vabe.

Probabilmente in seno a questa politica assistenzialistica, sembra che i Finlandesi non crescano solo economicamente, ma anche e soprattutto demograficamente. É impessionante quanti ragazzi della mia etá vanno in giro allegramente accompagnati da moglie e figlio. Oppure con la moglie incinta e il figlio per mano.
Ricordo di aver visto in aeroporto una coppia di ragazzi finlandesi – a malapena trentenni – con quattro figli, tutti giá in grado di scorrazzare liberamente per il gate.

Tornando a noi, forse che – alla luce di quanto accade dai nostri fratellini europei al di lá del baltico – si potrebbero trarre non dico conclusioni, ma forse qualche ipotesi sulle cause della recessione delle nascite che ormai da tanti anni mettono in ginocchio l’ INPS?

Forse é ora di finirla coi servizi (tappabuchi) dei telegiornali sui giovani “mammoni” o che si sposano tardissimo perché “hanno troppa paura” di affrontare le difficoltá della vita. Che ne dite?

I ragazzi “DI OGGI” son seri e responsabili, perché sanno che é sbagliato prendersi responsabilitá alle quali non sei sicuro di poter tener testa. Nell’incertezza del lavoro precario, in Italia la famiglia non la fai a meno di 30 anni perché non hai come sostentarla prima di allora. Non parlo di stipendo, ma di stabilitá.

Inquadratura finale del servizio,  l’ immancabile “esperto” in camice bianco che intervistato dice “Far figli oltre i 30-35 anni é biologicamente sconsigliato”.

 

Allora, esperto, adesso “biologicamente” dicci che CAZZO dobbiamo fare!

[Repubblica.it] Incidente ferroviario in sardegna, tre morti, otto feriti e un cane con gli occhiali.

18 June, 2007 at 11:22 pm | In giornalismo, informazione, italia, opinioni | Leave a Comment

Prendo spunto da questo post di Jenni riguardo alle differenze tra Italia e Finlandia sul fare informazione.

Guardate che cose belle si leggono sui quotidiani in Italia. Non parlo di un giornaletto qualunque, parlo di Repubblica.
L’articolo incriminato é reperibile qui.

Repubblica parte in quarta con le prime sei righe del bilancio dei morti, nomi e cognomi. Con grande riguardo a i passeggeri erano diretti. Chi a lavorare, chi era lí per turismo, ci dicono anche chi era disabile e chi no. Mah.
Segue il secondo capoverso, che riporto direttamente a seguito:

Intrappolato vicino alla fidanzata morta. Sotto shock il fidanzato della turista inglese, un canadese di 25 anni, che è rimasto intrappolato tra le lamiere accanto al cadavere della ragazza quasi tre ore prima che i vigili del fuoco riuscissero a liberarlo. Ha visto la fidanzata sbattere violentemente la testa contro il sedile di fronte e morire sul colpo mentre lui, contuso solo ad una caviglia, chiedeva aiuto tra le urla e i pianti degli altri passeggeri feriti.

Questo é lo stile fetido della goffa e spasmodica ricerca del sublime Burkiano¹ dovunque, e a tutti i costi.
Signori, un film horror di un maniaco con una motosega é immensamente piú nobile e ricco di dignitá, in quanto:


Chi ricerca nella sofferenza reale del prossimo il sublime catartico per se stesso o addirittura per gli altri, é palesemente nient’altro che un vile mentecatto.

In questo articolo, vediamo ancora una volta un esempio di mancanza di tatto e di buon senso che umilia chi legge e chi scrive, oltre ai coinvolti stessi, privati di rispetto anche dopo la morte.
Ma il fenomeno non si limita alla cronaca, é un qualcosa di esteso e radicato, in TV e giornali senza distinzione. Deplorevoli tutti gli show sub-reality show, figli di “Carramba che sorpresa” coi loro primi piani di cazzari esauriti e troioni col trucco sciolto dalle lacrime.
Ma soprattutto cacassero sangue finché campano gli inviati del TG che bussano alle porte dei parenti delle vittime di stragi o rapimenti, con la fatidica domanda “COME SI SENTE?” seguiti dalla telecamera che darebbe il culo per una zoomata sulle facce stremate di chi non ha piú la forza di reagire alla vita, figuriamoci a loro.

Scrolliamoci do dosso questi sciacalli del sensazionalismo sulla pelle degli altri. Una volta per tutte.Mi rivolgo infine al popolo della rete, a chi scrive, a chi legge, a chi scarica i film e gli mp3, a chi ha insomma scelto di essere libero.

Ringraziamo questo fallito regista di film splatter horror anni ‘80, esimio membro del moderno giornalismo tricolore a quattro zampe autore di questo delicato articolo per averci fatto capire ancora una volta che:

POSSIAMO FARE A MENO DI LUI.

 

cane-occhiali

Un neoassunto alla redazione di Repubblica.

 

 

¹ – “Tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore” [Wikipedia] (Nda: concetto che sottolino essere sempre correlato e contrapposto a quello di Bello).

La voce dell’Italia.

24 April, 2007 at 8:32 pm | In giornalismo, informazione, opinioni | 2 Comments

Nel riimmergermi nella scrittura di questo blog nato e scritto a caso e per caso, colgo l’occasione per dare il bentornato in TV a Enzo Biagi. Qui la trascrizione della puntata ‘numero zero‘ del suo nuovo programma da cui sono tratte le citazioni: “Rotocalco Televisivo”, trasmesso da uno studio allestito appositamente da Rai Tre a casa sua, nella stanza delle sue figlie .

E. Biagi - classe 1920

Enzo Biagi – Classe 1920

Bentornato davvero, Enzo. Di te, a ottantasei anni, ha vitale bisogno questo catodico Paese di bandierine che mai si rompono, e sempre sventolano. Qualunque sia il vento.

Mi prendo la libertá di citarlo, Enzo Biagi. Al di lá di ogni forma di politica e (quindi) retorica. Attenzione soprattutto all’ultima parte della citazione.

«Scusate se sono un po’ commosso e magari si vede. C’è stato qualche inconveniente tecnico e l’intervallo è durato cinque anni. C’eravamo persi di vista, c’era attorno a me la nebbia della politica e qualcuno ci soffiava dentro… Vi confesso che sono molto felice di ritrovarvi.».

Mai parole migliori furono spese nel descrivere la sensazione di un cittadino Italiano per la politica. Fumosa, ti avvolge, ne hai paura.. ma sempre e solo nient’altro che nebbia.

«Personalmente sono convinto che quello che manca agli italiani è la speranza. Posso fare soltanto una promessa. Mia madre, terza elementare, mi diceva: «Mai dire bugie». Ho sempre cercato e cercherò di darle ancora retta».

In fin dei conti Biagi non é un eroe, non ha fatto niente di particolarmente clamoroso. Ha soltanto dato retta alla mamma. Dovrebbe essere piuttosto naturale per noi tutti ragazzi italiani, di tutte le etá ;)

E’ uno di quegli ormai rari giornalisti che sono rimasti abbastanza umili da capire che il giornalismo significa farsi mezzo e non artefice dell’informazione.

É capitato una mattina che dei giornalisti di studio aperto mi intervistassero, come altri studenti quel giorno in piazza Leonardo da Vinci. Era stata appena approvata la costituzione dell’ Unione Europea e mi chiesero dapprima se ne ero al corrente, e poi di leggerne alcuni passi.
Lessi svariati articoli, col microfono in mano, e – per l’emozione – su uno incespicai nella lettura.
Successivamente il ritaglio della sequenza relativa al mio errore venne montato ad arte assieme a vari “Boh!” e scene mute di molti altri studenti. Cio che ne venne fuori fu un tragico servizio sull’ ignoranza dei giovani, spregevolmente artificiale, falso come Giuda andato in onda il giorno stesso su italia uno.

Quel giorno, grazie a studio aperto, ho imparato qualcosa di importante riguardo ai mass media.
Piú tardi rimasi comunque piú sorpreso dall’avere imparato grazie a italia uno, che dal fatto stesso.

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Cosa penso dei LUG e del Free Software (nonché: perche’ dire RTFM é giusto)

26 March, 2007 at 11:17 am | In economia globalizzata, exagerate tiramisu, free software, linux, lug, marketing, opinioni, plugs, rtfm, suonerie | 1 Comment

COSA DEVE FARE UN LUG

Sia ora sia quando abbiamo fondato il pLUGS. La nostra mission é stata quella di *FAR CONOSCERE* il free software alle masse. Il resto é fuffa (finalizzata a quanto sopra).

PERCHE’ IL MONDO HA BISOGNO DEL pLUGS E DEI LUG:

Il mondo del FS é mosso da un motore profondamente diverso da quello che muove il resto del mondo. La gente é abituata all’informazione PASSIVA (la pubblicitá) di chi vuole che gli utenti, PASSIVI e incapaci di soddisfare autonomamente i propri bisogni, tali rimangano.
Quello che facciamo noi é proprio pubblicita’. Si, ci sporchiamo le mani per svegliare le persone nate libere, ma ancora ipnotizzate, che purtroppo sono solo un sottoinsieme della massa ipnotizzata dal Marketing.
Si il Marketing, quel mostro mitologico a sette teste creatore di FALSI bisogni, che ti ha quasi convinto a credere che INDEBITARSI per la TV sia NORMALE.

* [ ASTERISCO, vedi sotto]

PERCHE’ IL FREE SOFTWARE?

C’é chi dice che il Free Software é un ottimo prodotto.

Il free software e’ invece qualcosa di ottimo senza minimamente bisogno di essere consumisticamente un PRODOTTO.
Credo che questa parola sia legata a doppio nodo al dare per scontato che dietro alle buone idee ci debba essere per forza la voglia di vendertele.
Non che ci sia niente di male nel scegliere il FS perché é gratis, anzi, é un ottimo motivo!

Ma forse c’é di piu’.
Le migliaia di progetti FS che la comunitá mondiale sviluppa, sono portate avanti non dai soldi, ma dalla creativita’, dall’esigenza, dalla competenza tecnica e organizzativa di persone autonome e LIBERE di sviluppare (o meno).

Dietro al FS c’e’ un concetto molto semplice. Il principio della libertá della conoscenza. Il software é fatto di progetti, algoritmi e sintassi, di idee e conoscenza. E questo lo rende degno di essere libero e, liberamente, per tutti.

Segue che gran parte della enorme competenza tecnica dei nostri sviluppatori derivi e sia continuamente alimentata dalla documentazione prodotta dalla comunitá stessa.

RTFM ? STFU? PARLIAMONE:

Continueró a sparare RTFM e RTFMA a chi in un canale di supporto MI QUERA per chiedermi individualmente aiuto. La conoscenza deve essere di tutti, non siamo al cepu. Ho a cuore che sia la comunitá a crescere, non TU, niubbo del cazzo. Se vuoi mi paghi, io ti faccio il CEPU e siamo d’accordo.

A chi invece chiede in chan o in ML gli sparo un URL alla relativa documentazione, con due righe riguardo alla mia esperienza in merito (qualora ci fosse). Tutta questa generositá é data dal fatto che un’informazione in ML o in canale ha valore comunitario.

E con questo sono esaurito.

* [ASTERISCO]
Potrei farei mille esempi, piccoli o grandi, ma sempre cosí incredibilmente imbarazzanti, che fanno capire a che livello sia il comune stato di PASSIVITA’ intellettuale:

  • Chi spende un euro per scaricarsi la suoneria? quando posso scaricare il midi e passarlo sul telefono col cavetto in dotazione? HAHA ma nessuno! Sarebbe davvero stupido!

NOTIZIA FLASH: I siti e i numeri a pagamento che vendono suonerie non solo sono un’infinitá, ma guadagnano una cifra e si possono permettere spazi pubblicitari interminabili all’ora di punta su italia uno.

Tiramisu'

  • Chi spende (su ebay non meno di) 20 euro per comprarsi l’ “Exagerate Tiramisu”, il *sollevatore di notebook* che fa il lavoro che io faccio fare _da anni_ a UN PAIO DI LIBRI?

HAHA Nessuno! Questa é proprio una bufala di marketing, con 20 euro ci esce un viaggio a Stoccolma con Ryanair, si fottano!

NOTIZIA FLASH: A un paio di settimane dall’uscita di Tiramisu’ sono andato al Mediaworld a vedere cosa aveva di spieciale questo coso, che tutti ne impazzivano. Beh, non l’ho trovato PERCHE’ ERA FINITO. Si, li avevano venduti tutti.

… ECCETERA ECCETERA …

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