[Repubblica.it] Incidente ferroviario in sardegna, tre morti, otto feriti e un cane con gli occhiali.

18 June, 2007 at 11:22 pm | In giornalismo, informazione, italia, opinioni | Leave a Comment

Prendo spunto da questo post di Jenni riguardo alle differenze tra Italia e Finlandia sul fare informazione.

Guardate che cose belle si leggono sui quotidiani in Italia. Non parlo di un giornaletto qualunque, parlo di Repubblica.
L’articolo incriminato é reperibile qui.

Repubblica parte in quarta con le prime sei righe del bilancio dei morti, nomi e cognomi. Con grande riguardo a i passeggeri erano diretti. Chi a lavorare, chi era lí per turismo, ci dicono anche chi era disabile e chi no. Mah.
Segue il secondo capoverso, che riporto direttamente a seguito:

Intrappolato vicino alla fidanzata morta. Sotto shock il fidanzato della turista inglese, un canadese di 25 anni, che è rimasto intrappolato tra le lamiere accanto al cadavere della ragazza quasi tre ore prima che i vigili del fuoco riuscissero a liberarlo. Ha visto la fidanzata sbattere violentemente la testa contro il sedile di fronte e morire sul colpo mentre lui, contuso solo ad una caviglia, chiedeva aiuto tra le urla e i pianti degli altri passeggeri feriti.

Questo é lo stile fetido della goffa e spasmodica ricerca del sublime Burkiano¹ dovunque, e a tutti i costi.
Signori, un film horror di un maniaco con una motosega é immensamente piú nobile e ricco di dignitá, in quanto:


Chi ricerca nella sofferenza reale del prossimo il sublime catartico per se stesso o addirittura per gli altri, é palesemente nient’altro che un vile mentecatto.

In questo articolo, vediamo ancora una volta un esempio di mancanza di tatto e di buon senso che umilia chi legge e chi scrive, oltre ai coinvolti stessi, privati di rispetto anche dopo la morte.
Ma il fenomeno non si limita alla cronaca, é un qualcosa di esteso e radicato, in TV e giornali senza distinzione. Deplorevoli tutti gli show sub-reality show, figli di “Carramba che sorpresa” coi loro primi piani di cazzari esauriti e troioni col trucco sciolto dalle lacrime.
Ma soprattutto cacassero sangue finché campano gli inviati del TG che bussano alle porte dei parenti delle vittime di stragi o rapimenti, con la fatidica domanda “COME SI SENTE?” seguiti dalla telecamera che darebbe il culo per una zoomata sulle facce stremate di chi non ha piú la forza di reagire alla vita, figuriamoci a loro.

Scrolliamoci do dosso questi sciacalli del sensazionalismo sulla pelle degli altri. Una volta per tutte.Mi rivolgo infine al popolo della rete, a chi scrive, a chi legge, a chi scarica i film e gli mp3, a chi ha insomma scelto di essere libero.

Ringraziamo questo fallito regista di film splatter horror anni ‘80, esimio membro del moderno giornalismo tricolore a quattro zampe autore di questo delicato articolo per averci fatto capire ancora una volta che:

POSSIAMO FARE A MENO DI LUI.

 

cane-occhiali

Un neoassunto alla redazione di Repubblica.

 

 

¹ – “Tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore” [Wikipedia] (Nda: concetto che sottolino essere sempre correlato e contrapposto a quello di Bello).

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